Gruppi di auto-mutuo-aiuto: servono?

I gruppi di auto-mutuo-aiuto quale funzione svolgono?

Paolo Mantioni ha una lunga esperienza di gruppi di auto-mutuo-aiuto ed ha deciso di portarla nel gruppo di Coaching&Dipendenze.

Il punto di partenza per ogni giocatore, secondo Paolo, è la consapevolezza di avere un problema con il gioco.

 

Coaching&Dipendenze ha attivato un gruppo di auto-mutuo-aiuto  per permettere ai giocatori di raggiungere una serie di obiettivi: comprendere che non si è soli, che altri vivono l’esperienza del gioco patologico, aiutare gli altri e farsi aiutare dal gruppo, conoscere meglio i meccanismi del gioco,  imparare a gestire l’impulso a giocare

 

Cosa accade nei gruppi di auto-mutuo-aiuto che può essere da giovamento per i giocatori?

  1. Mi rendo conto che  altri hanno vissuto le stesse esperienze che ho vissuto io, i comportamenti, gli atteggiamenti, i pensieri, le reazioni sono le stesse: non sono solo, ma altri si trovano nelle mie stesse condizioni. (Questo solitamente sorprende i giocatori che cominciano a pensare di poter trovare un sostegno nel gruppo.)
  2. Capisco che vengo aiutato dal gruppo, ma nello stesso momento, aiuto gli altri. Si crea un circolo virtuoso le esperienze degli altri e le mie esperienze contribuiscono al benessere generale del gruppo
  3. Mi sento responsabilizzato verso me stesso e in rapporto agli altri, elemento questo che si rafforza maggiormente quando nel gruppo sono presenti persone giovani.
  4. Acquisisco consapevolezza: lo scambio con gli altri mi permette di capire come è regolato il gioco, quali sono le probabilità di vincita, come funziona quel determinato gioco, quali sono i meccanismi dei vari giochi (slot, gratta&vinci etc etc). Se conosco le modalità del gioco ho maggiori possibilità di renderlo meno distruttivo per la mia vita.
  5. Ulteriore obiettivo, ambizioso ma raggiungibile, è la gestione del “pensiero magico” che caratterizza la totalità dei giocatori, l’idea per cui arriverà la vincita che mi cambierà senza alcun mio intervento diretto, ma “magicamente” la vita e quindi attuerò una serie di strategie “magiche e rituali” affinchè ciò avvenga (senza alcun nesso razionale).

I gruppi di auto-mutuo-aiuto possono quindi essere un valido sostegno

 

 

Per approfondire:

James P. Whelan, Timothy A. Steenbergh, Andrew W. Meyers: Gambling. Gioco d’azzardo problematico e patologico, Giunti OS ed.

F. Picone: Il gioco d’azzardo patologico. Prospettive ed esperienze cliniche, Carocci Editore

Paolo Mantioni: Le età della vita, Ed Bèbert