Sostanze: quali sono le modalità e le carriere del consumo?


SOSTANZE
LEGALI ED ILLEGALI

Opinione abbastanza condivisa è che consumare sostanze  che creino piacere fa diventare dipendenti.

Le sostanze assumono significati differenti se  legali o illegali, per esempio l’alcool è una sostanza legale, dunque più permessa ed accettata socialmente della cocaina o dell’hashish che sono sostanze illegali.

Dunque nei racconti dei consumatori (che magari consumano più sostanze) assume risalto il problema della sostanza illegale e viene sottovalutata quella legale: le slot machine sono una “sostanza” legale.

Chi consuma sostanze illegali si descrive più facilmente come dipendente di chi consuma una sostanza legale e vive più sensi di colpa. Chiaramente consumare una sostanza illegale espone a maggiori rischi giudiziari, amministrativi, delinquenziali.

ESISTE L’AUTOREGOLAZIONE PER LE SOSTANZE?

Eppure i differenti tipi di consumo sono comuni a tutte le sostanze e le non sostanze, come la capacità di autoregolarsi. Tutte le persone che consumano qualcosa (alcool, nicotina, gioco, cibo, internet) hanno periodi della loro vita in cui hanno saputo gestire questo consumo.  Poi cosa accade?

 

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Un consumatore arriva a chiedere un aiuto per “smettere” di consumare, perché seguendo le traiettorie (carriere del consumo, Susanna Ronconi 2013) più comuni, è in un periodo della sua vita in cui il consumo della sostanza sta portando o ha portato dei problemi tali per cui le capacità, sviluppate nel corso degli anni, di regolare il consumo, sembrano un’utopia, un ricordo lontano, tanto da pensare di non farcela, di non riuscire a riacquistare un potere. Dunque un  potere sulla propria vita.

Complice un’ideologia colpevolizzante e l’idea diffusa che la “sostanza” abbia generato dipendenza e che quindi ci sovrasta. I ricordi legati al periodo di un consumo più piacevole, e dunque meno problematico, non sembrano più avere importanza, e tutte le regole implicite legate al consumo (quando, dove, con chi, mai a lavoro, ma a casa coi figli, etc…) sembrano essere sparite.

sostanzeIn realtà accade che particolari periodi della propria vita per esempio passaggi di fase del ciclo vitale, periodi traumatici legati a qualche perdita o malattia, periodi di delusioni, possono coincidere  con fasi di consumo più smodato o catastrofico.

Accanto a questa fase ci sono state prima o ci possono essere dopo fasi di consumo “controllato”. Se consideriamo ogni consumo problematico e dunque lo definiamo una dipendenza (medicalizzazione) togliamo alle persone la possibilità di autoregolarsi, di ragionare sulle proprie capacità/risorse, di riacquistare padronanza sui propri comportamenti.

A volte tutto ciò avviene in modo abbastanza spontaneo se non dimentichiamo che abbiamo un potere sulla nostra vita. Altre volte occorre recuperare delle competenze e delle strategie di cui non si è consapevoli. Quindi occorre analizzare attentamente il proprio percorso e confrontarsi, mettendo in campo competenze vecchie, già possedute, ed acquisendone altre nuove e più appropriate alla situazione presente.

UNA RIFLESSIONE FUORI DALLE RIGHE SUL CONSUMO DI SOSTANZE

Una riflessione, un po’ “fuori” dagli schemi culturali più diffusi, ci aiuta a capire.

Esiste un consumo occasionale noto, per esempio, ai consumatori occasionali di cocaina, una tantum proprio per l’occasione particolare (capodanno, ferragosto, il compleanno). Questa modalità si può estendere anche ad altri comportamenti: l’abbuffata di cibo della domenica, le giocate al bingo del periodo natalizio, la partita di poker col gruppo di “amici di carte”.

Esiste, inoltre, un consumo di sostanze di tipo ricreativo, ovvero collegato ai luoghi del divertimento oppure ai momenti di svago, quindi insieme ad altre persone in contesti particolari per es. il locale di tendenza, il party, gli amici del venerdì sera. Questo tipo di consumo può essere sistematico, per es. tutti i sabato o venerdì sera oppure periodico, ma è relegato a quella situazione e può  essere inserito in un equilibrio di vita della persona per cui non gli crea problemi fino a che non cambieranno alcuni fattori della sua vita.  I fattori che possono cambiare sono le relazioni importanti, il tipo di lavoro, la condizione finanziaria, le condizioni emotive.

Un altro tipo di consumo che può essere ancora più regolare e sistematico è il consumo di una sostanza come gratificazione per una settimana di lavoro, per un successo ottenuto, per la gioia di aver raggiunto un obiettivo.

Tale “consumo”(può essere anche un comportamento e non il consumo di una sostanza, per es. concedersi ore di shopping, oppure il dolce che non hai potuto mangiare per tutta la settimana, o due ore di evasione in una sala slot) viene, però, praticato con uno stato d’animo positivo e di gratificazione. Anche in una situazione del genere possono subentrare delle variabili, per es. cambia lo stato d’animo o la situazione emozionale in cui si fa quel tipo di consumo perché magari c’è un partner che non condivide e dunque crea tensione oppure è cambiata la situazione economica o familiare e dunque ci si sente in colpa, o ancora c’è qualcosa che crea malessere al “consumatore” e può accadere che il consumo si faccia con un stato d’animo negativo.

Quindi è chiaro che i fattori che subentrano nel modificare un tipo di consumo sono tanti, anche, e non ultimo, il tipo di sostanza che si consuma. Una persona che ha giocato per una vita intera il venerdì sera a poker con gli amici può trovarsi in difficoltà, invece, a gestire il gioco ai videopoker perché tutta la situazione è completamente stravolta e sono cambiati tutti i parametri attraverso cui si regolava, mancano i regolatori di spazio e di tempo, manca il feedback dei compagni di gioco, la dimensione virtuale è differente da quella reale.

Esplorando i racconti delle persone che chiedono un sostegno ed un confronto nel momento in cui si accorgono, direttamente (cioè in prima persona) o indirettamente (attraverso ciò che dicono amici e familiari o attraverso drammatiche conseguenze finanziarie o relazionali), ci si accorge che la variabili intercorse tra il comportamento o “consumo” che non dava problemi e quello che poi ha creato problemi possono essere molteplici. Individuarle e riflettere su ciò è molto utile ed a volte risolutivo.

Esiste anche un consumo di “sostanze” o di comportamenti quotidiano o plurisettimanale, per es. collegato al lavoro o alla pausa lavorativa, oppure relegato alle ore serali, probabilmente più difficile da gestire da un punto  di vista economico, sociale e psico – emozionale ma per cui vale lo stesso principio precedentemente esposto.

Questo tipo di consumo, per una fase della vita della persona, non ha creato problemi e la persona è riuscita ad integrarlo con le altre attività importanti da avere e mantenere per la sua realizzazione (vedi la ruota della vita) mentre in altri momenti questo equilibrio non è riuscito ed è stato necessario riflettere ed agire per riequilibrare la situazione.

Elisa