Obiettivi: come controllare la dipendenza

 

Per prima cosa cercate di rendere i vostri ideali ben definiti, chiari, pratici, trasformandoli in obiettivi. In secondo luogo verificate se avete tutti i mezzi necessari per perseguirli: capacità, soldi, materiali, metodologie. In ultimo fate in modo che tutti i vostri mezzi siano indirizzati al raggiungimento dell’obiettivo
Aristotele

 

Già  Aristotele parlava di obiettivi e dettava le regole per rendere tali obiettivi realizzabili. Ma come si arriva a dover definire nuovi obiettivi? E soprattutto le caratteristiche aristoteliche sono ancora valide?

Partiamo dall’inizio.

Obiettivi Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare - SenecaGianpaolo ha parlato nell ‘articolo La Crisi e il Cambiamento, dell’enorme potenziale che ha la  crisi nel cambiamento di comportamenti o atteggiamenti, quando questi risultino essere troppo onerosi (gli svantaggi superano i vantaggi) o  diventino oggetto di feedback negativi da parte delle persone che ci circondano. Quindi di come le crisi spingano al cambiamento.

La parola crisi evoca nell’immaginario collettivo una situazione dolorosa,  o almeno preoccupante, ma non sempre risponde a queste caratteristiche: la crisi può anche essere il frutto di emozioni positive, quella sensazione che ci fa sentire meglio, motivati e propositivi.

Quindi la crisi è un movimento interiore che ci indica che qualcosa va cambiato.

Purtroppo, però quando si parla di dipendenze, la crisi è caratterizzata dagli aspetti emozionalmente più negativi: depressione, mancanza di autostima, senso di colpa, etc.

Inoltre il passaggio da una crisi ad un cambiamento non è automatico: non sempre ad una crisi corrisponde una reale modificazione dello status quo. Succede che spesso si preferisca  stare nella posizione in cui ci si trova, per paura di cambiare, per cui si preferisce stare immersi in una situazione nota, per quanto dolorosa o limitante.

Ma capita anche che realmente si voglia cambiare, che i presupposti ci siano tutti ma che non ci si riesca.   Lo sconforto conseguente è causa di ulteriori malesseri,  in realtà, prima di farsi prendere dallo sconforto occorrerebbe domandarsi  se le energie   messe in campo fossero indirizzate verso i giusti obiettivi, se tali obiettivi fossero realmente realizzabili.

 

Credo che la risposta che si debba dare sia   NO.

 

Senti di non riuscire a prefissarti degli obiettivi raggiungibili? Hai mai pensato a dei percorsi brevi per raggiungerli?

 

Il più delle volte, infatti, il cambiamento non avviene perchè la strategia per arrivarci non era quella giusta, gli obiettivi prefissati non erano adatti a raggiungere la modificazione richiesta.

Ed è qui che entra in gioco Aristotele e la sua definizione di obiettivi i quali devono essere  “ben definiti, chiari, pratici”, inoltre devono essere commisurati alle nostre possibilità (“capacità, soldi, materiali, metodologie”)  ed infine è necessario non perdere di vista lo scopo da raggiungere (tutti i vostri mezzi siano indirizzati al raggiungimento dell’obiettivo).

Uno sviluppo ulteriore a questa definizione  è stato dato da esperti del marketing in tempi recenti, i quali hanno approntato un acronimo, S.M.A.R.T. per indicare tutte le caratteristiche di un obiettivo:

 

S cioè specifico, quindi chiaro e indirizzato verso una meta specifica.

M che sta per  misurabile, quindi deve essere possibile quantificare l’obiettivo

A come attuabile, quindi si devono possedere tutti i requisiti necessari (risorse economiche e personali) affinchè si possa raggiungerlo

R che sia quindi realizzabile, realistico, agganciato alla realtà.

T che sta per tempificabile, con una previsione precisa del tempo entro cui l’obiettivo va realizzato.[/listitems]

 

Questa definizione, benchè nata nell’ambito del marketing, è oggi utilizzata anche nelle scienze sociali e psicologiche, perchè aiuta ad avere un quadro più lineare dei propri obiettivi.

Decidere da soli quale strategia seguire per modificare se stessi, un proprio atteggiamento o una situazione che opprime, è una scelta sana ed “evolutiva”. Ciò che va però organizzato nel dettaglio è quali passi seguire, quali obiettivi raggiungere e soprattutto verificare che rispondano ai criteri su indicati .

 

Non mi resta che augurarvi buon lavoro

 

A presto

 

G.M.

 

 

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